Promesse di matrimonio: formula del consenso in chiesa e promesse personali per celebrare
Le promesse di matrimonio sono le parole con cui gli sposi si scambiano il consenso. Nel rito religioso seguono la formula della CEI «Io N., accolgo te, N., come mia sposa», con la promessa di fedeltà nella gioia e nel dolore; nel rito civile il consenso è un sì all'ufficiale, e le promesse personali si aggiungono dopo.
Redazione BelmatrimonioPubblicato il

Scheda: Promesse di matrimonio
- Momento del rito
- Promesse di matrimonio
- Altri nomi
- promesse nuziali, formula del consenso, promesse degli sposi
- Formula in chiesa
- «Io N., accolgo te, N., come mia sposa / mio sposo»
- Momento
- Dopo la liturgia della Parola, prima della benedizione degli anelli
- Nel rito civile
- Un sì alla domanda dell'ufficiale; le promesse personali sono facoltative
- Chi le pronuncia
- Gli sposi, uno dopo l'altro, con le mani destre unite
Cosa sono le promesse di matrimonio?
Le promesse di matrimonio sono le parole con cui ciascuno sposo esprime il consenso a unirsi all’altro, cioè il momento che fa nascere il matrimonio. Nel rito religioso le promesse seguono una formula stabilita dalla Chiesa; nel rito civile il consenso è la risposta affermativa alla domanda dell’ufficiale dello stato civile, secondo l’articolo 107 del Codice civile.
Qual è la formula delle promesse di matrimonio in chiesa?
La formula delle promesse di matrimonio in chiesa è quella del Rito del Matrimonio della CEI, che ogni sposo pronuncia rivolto all’altro con le mani destre unite. Il testo della forma breve diffusa dalla Diocesi di Vicenza è questo.
Io N., accolgo te, N., come mia sposa. Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della vita.
La sposa pronuncia la stessa formula con le parole «come mio sposo». Chi presiede accoglie poi il consenso con la frase «L’uomo non osi separare ciò che Dio ha unito», e il rito prosegue con la benedizione e la consegna degli anelli.
Come funzionano le promesse nel rito civile?
Le promesse nel rito civile funzionano in due tempi: prima il consenso di legge, poi le eventuali promesse personali. L’ufficiale chiede a ciascuno sposo se vuole prendere l’altro come marito o moglie, e il sì rende valido il matrimonio.
Le promesse personali si pronunciano dopo la proclamazione, spesso insieme allo scambio degli anelli, e non hanno valore legale. Il libretto di esempio di Sposinstyle usa una formula vicina a quella religiosa: «Io prendo te come mia sposa e prometto di esserti fedele sempre».
Esempi di promesse di matrimonio personali
Gli esempi di promesse di matrimonio personali che seguono sono scritti dalla Redazione Belmatrimonio, da adattare con i nomi e con i ricordi della coppia.
- Promessa semplice: Giulia, prendo te come mia compagna di vita. Prometto di esserci nei giorni facili e in quelli difficili, e di scegliere te ogni mattina.
- Promessa con un ricordo: Marco, dal giorno in cui mi hai prestato l’ombrello alla fermata del tram non ho più smesso di contare su di te. Prometto di esserti fedele, di ascoltarti e di ridere con te per tutta la vita.
- Promessa sulla famiglia: prometto di costruire con te una casa dove ci sia posto per il dialogo, per il perdono e per le persone che amiamo.
Come si scrivono le promesse di matrimonio personali?
Le promesse di matrimonio personali si scrivono in quattro passi.
- Scegli due o tre impegni concreti, come la fedeltà, l’ascolto o il sostegno.
- Aggiungi un ricordo che solo voi due conoscete.
- Leggi il testo ad alta voce e tieni la durata sotto il minuto.
- Concorda con il sacerdote o con il Comune il momento in cui pronunciarle.
Si possono rinnovare le promesse di matrimonio?
Sì, le promesse di matrimonio si rinnovano negli anniversari, con una celebrazione in chiesa o con una cerimonia simbolica. Il Benedizionale della CEI prevede che nel 25°, nel 50° o nel 60° anniversario il sacerdote inviti i coniugi, dopo l’omelia, a rinnovare davanti a Dio gli impegni presi all’altare.
Quale rapporto c’è tra le promesse e i documenti del matrimonio?
Il rapporto tra le promesse e i documenti del matrimonio passa dalle pubblicazioni: senza pubblicazioni civili il consenso pronunciato in chiesa non produce effetti civili.
- Il matrimonio concordatario, in cui gli sposi pronunciano la formula della CEI, richiede prima le pubblicazioni civili in Comune.
- Nel rito civile in Comune davanti all'ufficiale il consenso è un sì di legge, e le promesse personali seguono la proclamazione.
Domande frequenti sulle promesse di matrimonio
Si possono cambiare le parole delle promesse in chiesa?
No, le parole delle promesse in chiesa non si cambiano, perché la formula del consenso è fissata dal Rito del Matrimonio della CEI, e le parole personali trovano posto in altri momenti della festa.
Le promesse personali hanno valore legale?
No, le promesse personali non hanno valore legale, perché nel rito civile il matrimonio nasce dal consenso dato all’ufficiale e dalla sua dichiarazione, secondo l’articolo 107 del Codice civile.
Chi pronuncia per primo le promesse in chiesa?
Lo sposo pronuncia per primo le promesse in chiesa, rivolto alla sposa, e la sposa risponde con la stessa formula, secondo la forma breve del Rito del Matrimonio diffusa dalla Diocesi di Vicenza.
Fonti
- Conferenza Episcopale Italiana, Benedizionale: benedizione dei coniugi nell'anniversario del matrimonio
- Diocesi di Vicenza, Rito del Matrimonio (forma breve)
- Conferenza Episcopale Italiana, Rito del Matrimonio (2008)
- Codice civile, art. 107, Forma della celebrazione (Brocardi.it)
- Sposinstyle, Libretto del rito civile, esempio di promesse