Rito civile del matrimonio: formula, articoli del Codice e come si celebra in Comune

Il rito civile è la celebrazione del matrimonio davanti all'ufficiale dello stato civile, in Comune e alla presenza di due testimoni. L'ufficiale legge gli articoli 143, 144 e 147 del Codice civile, riceve da ciascuno sposo il sì e dichiara in nome della legge che gli sposi sono uniti in matrimonio, come stabilisce l'articolo 107.

Redazione BelmatrimonioPubblicato il

Sala comunale con fascia tricolore, registro e fedi sul tavolo, immagine del rito civile

Scheda: Rito civile

Momento del rito
Rito civile
Altri nomi
matrimonio civile, rito civile del matrimonio, formula del rito civile
Chi celebra
Il sindaco come ufficiale dello stato civile, o un suo delegato
Dove
Nella casa comunale, in pubblico
Testimoni
Due, anche parenti; quattro fuori dalla casa comunale per impedimento
Articoli letti
Artt. 143, 144 e 147 del Codice civile
Valore legale
Sì, dal momento della dichiarazione dell'ufficiale

Cos’è il rito civile e quando si svolge?

Il rito civile è la celebrazione del matrimonio davanti all’ufficiale dello stato civile del Comune, senza un ministro di culto. Il matrimonio si celebra pubblicamente nella casa comunale, davanti all’ufficiale che ha ricevuto la richiesta di pubblicazione, secondo l’articolo 106 del Codice civile.

Il rito civile si svolge dopo le pubblicazioni, dal quarto giorno dalla fine dell’affissione ed entro 180 giorni. La coppia sceglie la data con l’ufficio di stato civile, secondo le sale e gli orari del Comune.

Chi celebra il rito civile?

Il rito civile lo celebra il sindaco, che è ufficiale dello stato civile, oppure una persona a cui il sindaco delega questa funzione. Per la celebrazione del matrimonio la delega vale per consiglieri e assessori comunali e per i cittadini italiani con i requisiti per essere eletti consiglieri comunali, secondo l’articolo 1 del DPR 396/2000.

La delega a un cittadino permette agli sposi di farsi sposare da un parente o da un amico, purché il Comune accetti la richiesta.

Qual è la formula ufficiale del rito civile?

La formula ufficiale del rito civile è fissata dall’articolo 107 del Codice civile in tre momenti.

  1. Lettura degli articoli: l’ufficiale legge agli sposi gli articoli 143, 144 e 147 del Codice civile.
  2. Consenso: l’ufficiale riceve da ciascuno sposo, personalmente e uno dopo l’altro, la dichiarazione di volersi prendere in marito e in moglie.
  3. Proclamazione: l’ufficiale dichiara che gli sposi sono uniti in matrimonio.

Nella pratica l’ufficiale chiede a ciascuno sposo se vuole prendere l’altro come marito o come moglie, e dopo il sì pronuncia la dichiarazione in nome della legge. L’atto di matrimonio riporta proprio questa formula: l’ufficiale attesta di aver pronunciato in nome della legge che gli sposi sono uniti in matrimonio.

Cosa dicono gli articoli letti durante il rito civile?

Gli articoli letti durante il rito civile descrivono i diritti e i doveri che nascono dal matrimonio.

  • Articolo 143: con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione.
  • Articolo 144: i coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi.
  • Articolo 147: il matrimonio impone ai coniugi l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni.

Come si svolge il rito civile passo per passo?

Il rito civile si svolge in sei passi.

  1. Arrivano gli sposi e i due testimoni, con i documenti di identità.
  2. Apre la cerimonia l’ufficiale, che può introdurla con un breve discorso.
  3. Legge l’ufficiale gli articoli 143, 144 e 147 del Codice civile.
  4. Chiede l’ufficiale il consenso a ciascuno sposo, che risponde sì.
  5. Dichiara l’ufficiale gli sposi uniti in matrimonio in nome della legge.
  6. Firmano l’atto di matrimonio gli sposi, i testimoni e l’ufficiale, subito dopo la celebrazione.

Lo scambio degli anelli, le letture e le promesse personali sono momenti facoltativi, che gli sposi concordano con il Comune.

Chi sono i testimoni del rito civile?

I testimoni del rito civile sono due persone maggiorenni che assistono alla celebrazione, e possono essere parenti degli sposi, secondo l’articolo 107 del Codice civile. I testimoni diventano quattro quando l’ufficiale celebra fuori dalla casa comunale per l’infermità di uno sposo, secondo l’articolo 110.

Come si collegano documenti e rito civile?

Documenti e rito civile si collegano in due momenti: le pubblicazioni aprono la strada al rito, e l’atto firmato alla fine del rito diventa la fonte dei certificati e degli estratti.

  • Il rito civile si celebra solo dopo le pubblicazioni di matrimonio, dal quarto giorno dalla fine dell'affissione ed entro 180 giorni.
  • La data e la sala scelte per il rito decidono le tariffe della sala comunale, gratuite in molti Comuni per i residenti in orario d'ufficio.
  • L'atto firmato alla fine del rito è il documento da cui il Comune rilascia l'estratto di matrimonio con le annotazioni.
  • Prima della formula di legge molti sposi aggiungono il discorso dell'officiante, che racconta la coppia e introduce il consenso.
  • Dopo il sì di legge gli sposi possono leggere le promesse degli sposi scritte da loro, prima dello scambio degli anelli.

Domande frequenti sul rito civile

Il rito civile si può celebrare fuori dal Comune?

Sì, il rito civile si può celebrare fuori dalla casa comunale quando uno sposo non può spostarsi per infermità o per un altro impedimento giustificato, con quattro testimoni, secondo l’articolo 110 del Codice civile.

Si possono modificare le parole del rito civile?

No, le parole di legge del rito civile non si possono modificare: la lettura degli articoli, il consenso e la dichiarazione dell’ufficiale sono obbligatori, e gli sposi possono solo aggiungere letture e promesse personali.

Un amico può celebrare il rito civile?

Sì, un amico può celebrare il rito civile quando è cittadino italiano con i requisiti per essere eletto consigliere comunale e riceve la delega del sindaco, secondo l’articolo 1 del DPR 396/2000.

Fonti