Permesso di soggiorno dopo il matrimonio con un italiano: carta di soggiorno e cittadinanza

Il coniuge straniero di un cittadino italiano ottiene la carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell'Unione, che si chiede alla Questura dopo tre mesi dall'ingresso e vale cinque anni. La carta costa 16 euro di bollo e 30,46 euro per il documento, e dopo due anni di residenza dal matrimonio il coniuge può chiedere la cittadinanza italiana.

Redazione BelmatrimonioPubblicato il

Cartella di documenti ufficiali e fedi su un tavolo, immagine del permesso di soggiorno per matrimonio

Scheda: Permesso di soggiorno per matrimonio

Documento
Permesso di soggiorno per matrimonio
Altri nomi
carta di soggiorno per familiare, permesso di soggiorno dopo il matrimonio con un italiano
Titolo di soggiorno
Carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell'Unione
Dove si chiede
Alla Questura competente per la residenza, dopo tre mesi dall'ingresso
Durata
Cinque anni dal rilascio
Costo
Marca da bollo da 16 euro e 30,46 euro per il documento elettronico
Cittadinanza per matrimonio
Dopo 2 anni di residenza legale dal matrimonio, 3 se residenti all'estero

Cos’è il permesso di soggiorno per matrimonio con un italiano?

Il permesso di soggiorno per matrimonio con un italiano è la carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell’Unione, il titolo che consente al coniuge straniero di vivere e lavorare in Italia. Il decreto legislativo 30/2007 regola questa carta per i familiari dei cittadini europei.

Le regole del decreto valgono per i familiari dei cittadini italiani quando sono più favorevoli, secondo l’articolo 23 dello stesso decreto. Il coniuge è il primo familiare indicato nell’elenco dell’articolo 2.

Chi può chiedere la carta di soggiorno dopo il matrimonio?

La carta di soggiorno dopo il matrimonio si chiede dal coniuge che non ha la cittadinanza di uno Stato dell’Unione europea. Il coniuge con cittadinanza europea non ha bisogno della carta, perché gode della libera circolazione.

L’elenco dei familiari dell’articolo 2 del decreto 30/2007 comprende il coniuge, il partner di un’unione registrata equiparata al matrimonio, i figli sotto i 21 anni o a carico e gli ascendenti a carico.

Quali documenti servono per la carta di soggiorno?

I documenti che servono per la carta di soggiorno sono quattro, secondo l’articolo 10 del decreto 30/2007.

  1. Il passaporto o un documento equivalente in corso di validità, con il visto di ingresso quando è richiesto.
  2. Un documento che attesta la qualità di familiare, come l’atto o il certificato di matrimonio.
  3. L’attestato della richiesta di iscrizione anagrafica del coniuge cittadino dell’Unione.
  4. Quattro fotografie in formato tessera.

Infoimmigrazione aggiunge i documenti che le Questure chiedono di solito, come lo stato di famiglia del cittadino italiano e il suo documento di identità.

Quanto dura e quanto costa la carta di soggiorno?

La carta di soggiorno dura cinque anni dalla data del rilascio, secondo il comma 4 dell’articolo 10 del decreto 30/2007. La carta di soggiorno costa una marca da bollo da 16 euro e 30,46 euro per la produzione del documento elettronico, secondo il portale Sardegna Immigrazione della Regione Sardegna, più 30 euro di raccomandata se la domanda passa da un ufficio postale. Il comma 6 dello stesso articolo prevede un rilascio gratuito, salvo il rimborso del costo degli stampati e del materiale usato per il documento.

La carta resta valida con assenze dall’Italia fino a sei mesi all’anno, e fino a dodici mesi consecutivi per motivi rilevanti come la gravidanza, una malattia grave o gli studi.

Come si chiede la carta di soggiorno di familiare?

La carta di soggiorno di familiare si chiede in tre passi.

  1. Attendi tre mesi dall’ingresso in Italia, il termine fissato dall’articolo 10.
  2. Presenta la domanda alla Questura competente per la residenza, con i documenti elencati.
  3. Conserva la ricevuta che la Questura rilascia al momento della richiesta, valida fino alla consegna della carta.

Quando il coniuge può diventare cittadino italiano?

Il coniuge può diventare cittadino italiano dopo 2 anni di residenza legale in Italia dalla data del matrimonio, oppure dopo 3 anni dal matrimonio se la coppia vive all’estero, secondo la Prefettura di Reggio Emilia. I termini si dimezzano con figli nati o adottati dai coniugi.

La domanda richiede la conoscenza della lingua italiana di livello B1, dimostrata con un titolo di studio o una certificazione linguistica.

Quali documenti del matrimonio servono per il soggiorno?

I documenti del matrimonio che servono per il soggiorno sono quelli che provano il vincolo familiare, rilasciati dal Comune che custodisce l’atto di nozze.

  • Il documento che attesta la qualità di familiare è spesso il certificato delle nozze o lo stato di famiglia rilasciato dal Comune.

Domande frequenti sul permesso di soggiorno per matrimonio

Il matrimonio con un italiano dà subito la cittadinanza?

No, il matrimonio con un italiano non dà subito la cittadinanza: il coniuge straniero la chiede dopo 2 anni di residenza legale in Italia dal matrimonio, o dopo 3 anni se vive all’estero, secondo la Prefettura di Reggio Emilia.

La carta di soggiorno di familiare costa?

Sì, la carta di soggiorno di familiare costa 16 euro di marca da bollo e 30,46 euro per la produzione del documento elettronico, secondo il portale Sardegna Immigrazione della Regione Sardegna. Il decreto legislativo 30/2007 esclude altri contributi: il comma 6 dell’articolo 10 prevede solo il rimborso degli stampati e del materiale del documento.

Con la carta di soggiorno si può lavorare?

Sì, con la carta di soggiorno di familiare si può lavorare, perché la carta attesta il diritto di soggiorno e di lavoro in Italia, come spiega Infoimmigrazione.

Fonti